Cosa succederebbe se sparissero tutte le api?

Cosa succederebbe se sparissero tutte le api?

8 Maggio 2018 0 Di ecoLogi

Come diceva Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della Terra, vorrebbe dire che all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita!“.

Potrebbe sembrare una banalità, spesso si sente dire: “Fa nulla, vuol dire che mangeremo meno miele“, ma non è così semplice. L’ecosistema avrebbe un danno inestimabile: chi impollinerebbe le piante? Che ne sarebbe dell’agricoltura?

In totale nell’Unione Europea c’è stata una diminuzione di alveari negli anni scorsi che ha superato il 50%. In Italia questa cifra si attesta sul 20/30%. Anche negli Stati Uniti si aggira intorno al 30%, in Giappone al 25%.

Considerando che le api sono un vero e proprio mezzo produttivo per l’agricoltura, necessario all’impollinazione di molte colture orto-frutticole e sementiere, senza trascurare l’importanza fondamentale nella riproduzione di gran parte delle specie vegetali spontanee più evolute, si può intuire la rilevanza economica di questo fenomeno a livello mondiale.

Le cause del declino delle api sono molteplici e cambiano nelle varie aree del mondo.

Gli studi volti a definire il problema, sia negli USA che in Europa, hanno preso in considerazione, singolarmente o in combinazione, vari fattori: dalle parassitosi agli effetti letali e sub-letali dei pesticidi utilizzati in agricoltura e per il controllo di parassiti e patogeni dell’alveare, dalla malnutrizione ai fattori climatici.

Le api hanno da sempre affascinato il genere umano, che da secoli studia la loro incredibile organizzazione. Secondo la classificazione tradizionale, le api sono degli insetti, ma oggi le loro colonie sono considerate dei “super organismi” in cui le operaie svolgono le funzioni degli organi di manutenzione e nutrimento, mentre la regina e i fuchi rappresentano gli organi di riproduzione. Le api non si possono addomesticare, eppure da millenni vivono in simbiosi con gli apicoltori, producendo miele, pappa reale, cera, polline e propoli. Inoltre, volando di fiore in fiore, impollinano circa il 70% di tutte le piante al mondo. Le api si nutrono infatti del nettare contenuto nei fiori e sono attratte dai loro colori, profumi e forme. Nei fiori si trova però anche il polline, attraverso la quale le piante si riproducono. Il polline resta attaccato alle api che lo trasportano di pianta in pianta. Si può dire che in cambio del nettare, le api donano al mondo la vita.

Frutta, ortaggi, foraggi per animali, piante officinali e colture per utilizzi industriali, come il cotone o la soia. Sono tantissime le coltivazioni che non esisterebbero, senza l’impollinazione effettuata dalle api e da altri insetti. Pensa a quanti prodotti indispensabili alla vita di tutti i giorni scomparirebbero insieme alle api. Inoltre, sempre attraverso l’impollinazione, le api contribuiscono a mantenere viva la biodiversità, ovvero la varietà delle specie vegetali in un territorio. È grazie alla biodiversità che esistono tante diverse produzioni agricole, ognuna con il suo sapore tipico, la sua tradizione, ma anche con valori nutritivi preziosi per il nostro benessere. L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di specie botaniche: un immenso patrimonio da proteggere, insieme alle api!

COSA PUOI FARE TU: per aiutare le api non si devono solo firmare petizioni o prediligere prodotti per cui non sono stati utilizzati pesticidi. Si possono fare cose ancora più concrete, seppur semplici. Come coltivare alcune piante: borragine, aneto, rosmarino, timo, coriandolo.

Le api nel mondo sono 3.600 miliardi, vivono in 60 milioni di alveari e sono accudite da 6,5 milioni di apicoltori. In un giorno le api di un alveare possono visitare fino a 225.000 fiori.