Il Bonet piemontese

Il Bonet piemontese

5 Giugno 2018 0 Di ecoLogi

Nome: Bonet o Bunet 

Data di Nascita: XIII secolo

Origine: Piemonte. La versione più accreditata vede i territori delle Langhe e del Monferrato come sue reali terre d’origine, ma nel corso dei secoli esso si è diffuso in tutta la regione.

Descrizione: Un dolce squisito, che, nel corso della storia, ha potuto godere dei vantaggi rappresentati dai “nuovi” ingredienti dell’America Latina (cacao e rum). Il Bonet è un dolce al cucchiaio tipico del piemontese e di antichissima tradizione; la sua preparazione segue la tecnica utilizzata per il più noto crème caramel, famoso in tutta Europa. Il bonèt tradizionale piemontese, fatto in casa dalle nonne, non era a base di rum, ma di Fernet, perché, terminato il pasto, il Fernet serviva per sveltire la digestione. Si sbattono insieme a freddo uova, latte, zucchero, amaretti, rum ed eventualmente cacao. Si pone sul fuoco lo stampo in cui il budino andrà cotto, vi si versa dentro dello zucchero che si farà caramellare coprendo fondo e pareti. Si travasa il composto di latte e uova nello stampo e si cuoce a bagnomaria sino a che si sia rappreso. Si lascia quindi freddare, dal momento che il dolce si gusta rigorosamente freddo.

La ricetta può subire, a seconda delle zone del Piemonte, alcune variazioni; possono, infatti, essere aggiunte delle nocciole del tipo tonda gentile delle Langhe, del caffè oppure il cognac al posto del rum.

Storia: Esistono diverse teorie circa l’origine  del Bonet: nel dialetto piemontese, ad esempio, la parola“Bonet”sta ad indicare un particolare copricapo tondeggiante, simile allo stampo in cui viene cotto il budino; questa interpretazione sulla scorta di quanto riferito nel “Vocabolario Piemontese/Italiano” diVittorio di Sant’Albino, stampato nel1859. Secondo la credenza più diffusa nel territorio delle Langhe invece, trattandosi di un dolce servito a fine pasto lo si sarebbe legato al nome di questo cappello perché indicativo del fatto che è l’ultima cosa che si indossa prima di andarsene, così come il Bonet viene consumato come pietanza da riservare al termine del pasto. Le prime testimonianze della sua esistenza, ad ogni modo, risalgono al XIII secolo, quando già esso comincia ad apparire nei banchetti più sontuosi.

Curiosità: Non manca chi ritiene che il richiamo al cappello non fosse legato alla forma del dolce ma, piuttosto, al fatto che venisse consumato alla fine del pasto come ultima portata, proprio come il cappello è l’ultimo capo d’abbigliamento ad essere indossato prima di uscire.
L’elevata connotazione tradizionale assunta nel corso del tempo gli è valsa l’inserimento nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).