L’Argan.

L’Argan.

24 Luglio 2018 0 Di ecoLogi

Nome: Argan

Data di Nascita: L’argan (Argania spinosa L) è un albero simile all’olivo ed esiste soltanto sulla costa meridionale del Marocco, tra Safi (a nord) e Goulimime (a sud), in una zona arida, povera e d’estate caldissima. Da tempo immemorabile l’olio ricavato dalle sue bacche, che maturano tra luglio e agosto.

Origine: Marocco, Province di Agadir, Taroudant, Ait Baha, Essaouira, Chtouka e Tiznit, regione Souss-Massa-Draa

Descrizione: L’argania è un albero dai rami spinosi (da qui l’epiteto specifico spinosa), alto fino a 8-10 metri, assai resistente e che può vivere anche 150-200 anni. È una pianta che si è perfettamente adattata all’aridità del sud-ovest del Marocco, e la sua sagoma è molto caratteristica: chioma ampia e arrotondata, tronco nodoso, tortuoso e abbastanza corto, formato spesso da più parti intrecciate tra loro. La pianta può assumere comunque, in locazioni disagiate, le dimensioni più modeste di un piccolo arbusto.

L’argania fornisce un legno molto duro, utilizzato soprattutto come legname da riscaldamento. I fiori, da bianchi a giallo-verdastri, compaiono tra maggio e giugno. Sono gamopetali (ovvero con i petali della corolla fusi tra loro), con tubo corollino molto corto e sono riuniti in infiorescenze a glomerulo.

Il frutto è una drupa ovale, fusiforme, lunga circa 30 mm, che quando è matura è giallo-bruna e che contiene una “noce” estremamente dura.

Si producono due tipi di olio di argan, a seconda che i noccioli vengano o meno tostati prima dell’uso.

L’olio cosmetico, da noccioli non tostati, è più chiaro, si usa applicandolo sulla pelle e sui capelli ed è ritenuto efficace contro la caduta dei capelli, gli eczemi, la disidratazione, l’invecchiamento della pelle e altro, ma per principi che irritano il sistema digerente non può essere usato in ambito alimentare.

L’olio alimentare, più scuro, ha sapore più forte di nocciola tostata a causa della torrefazione dei semi, ed è utilizzato come olio per condire gli alimenti; è molto nutritivo e costituisce, in minima quantità, assieme a mandorle tritate e miele, l’amlu, una pasta molto nutriente tradizionale, consumata per la prima colazione. 

Storia: La produzione è compito prevalentemente femminile: di madre in figlia le donne si tramandano saperi e gesti antichi. Con movimenti ripetitivi e rapidissimi e con l’aiuto di un sasso, rompono i gusci duri dei noccioli, estraggono le armelline e poi le tritano. Alla pasta ottenuta aggiungono una piccola quantità di acqua tiepida per facilitare l’estrazione dell’olio quando la miscela sarà pressata in un piccolo mulino casalingo fatto di due pietre rotanti. Il colore dell’olio d’argan è dorato intenso, il sapore è netto, di nocciola, con uno spiccato aroma tostato. Se ne aggiungono poche gocce al termine della cottura del cuscus, nelle tajine di pesce e di carne e nelle crudités. Può essere consumato anche crudo, su una semplice fetta di pane. Unito alle mandorle e al miele, è ingrediente dell’amlou beldi, la crema tradizionale che ancora oggi si offre ai visitatori, assieme al pane e al tè alla menta, come segno di benvenuto. Nelle campagne è usanza dare ai neonati, come primo alimento, poche gocce di questo olio. E poi, con l’argan si idratano la pelle e i capelli, si curano le cicatrici.

Curiosità: l’olio è un ingrediente fondamentale per la cucina dei Berberi, una popolazione semitica già presente nel Nord Africa prima dell’invasione araba avvenuta nel VII secolo d.C. Sono necessari cinquanta chili di frutti (armelline) per produrre mezzo litro di olio; una resa bassissima, a fronte di una lavorazione lunga e laboriosa. Questo spiega perché il prezzo sul mercato – intorno ai 25 euro il litro – è molto più alto di quello dell’olio di oliva.

Il Presidio Slow Food è nato nel 2001 grazie a Zoubida Charrouf, docente dell’università di Rabat. La raccolta delle bacche, la rottura dei gusci e l’estrazione dell’olio sono un’occasione di socialità: le donne si riuniscono, frequentano corsi, imparano a leggere e scrivere. Il Presidio dell’argan ha anche una valenza ambientale. L’Arganeraie, infatti, è una foresta di venti milioni di alberi dichiarata Riserva della biosfera dall’Unesco: un importante baluardo contro l’avanzata del deserto. Grazie al sostegno della Regione Piemonte, sono stati inviati tecnici per migliorare la filiera produttiva, sono stati organizzati corsi di formazione per le donne, e sono stati realizzati un ricettario, un manuale di degustazione e un video sulla degustazione dell’olio.