Lu Cunvent di Rore – Centro Documentazione Tradizioni e Storia del Territorio

Lu Cunvent di Rore – Centro Documentazione Tradizioni e Storia del Territorio

7 Agosto 2018 0 Di ecoLogi

Il progetto nasce per valorizzare un luogo, Rore di Sampeyre e il suo centro culturale Lu Cunvent che come dichiara la sua denominazione è il Centro di Documentazione delle tradizioni e della storia del territorio e intende diventare un vero e proprio centro studi sulle Alpi, crocevia per la documentazione e gli studi sulla montagna.

Per questa particolare occasione l’Associazione Lu Convent, che lavora direttamente sul territorio, ha deciso di collaborare con l’Associazione Dislivelli che si occupa da anni di ricerca e comunicazione sulla montagna, affidandole la fase progettuale.
Questo progetto è inoltre appoggiato da: Provincia di Cuneo, Consorzio Bim del Varaita,Unione Montana Valle Varaita, La Fabbrica dei suoni Società cooperativa sociale Onlus, Istituto musicale Venasca – Valle Varaita “Don Allemano” e Istituto di Architettura Montana del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.

Rore (880 m) è una delle frazioni di Sampeyre, comune della Valle Varaita, in provincia di Cuneo. Si tratta di un luogo eccezionale per la sua storia recente. Situato all’adrech (versante solatio della valle), nato e cresciuto su un classico impianto di architettura contadina (con i caratteristici vòout, passaggi coperti, e le piccole curt, spazi di uso comune su cui si affacciano più abitazioni) e recentemente rivitalizzato dall’arrivo di “nuovi montanari”, presenta un tessuto sociale e culturale di rara vitalità. Le antiche abitazioni in pietra, in gran parte ristrutturate e quasi totalmente abitate, riecheggiano una memoria etnografica che ha saputo rinnovarsi nel tempo. Sull’onda della coloratissima rievocazione della Baìo, la festa d’inverno che ogni cinque anni attrae visitatori da ogni dove, sono sopravvissute, anche tra i più giovani, le antiche danze, le musiche e i canti, che vengono insegnati e tramandati di generazione in generazione.

La maggiore espansione demografica si è avuta a cavallo tra Ottocento e Novecento, mentre il minimo storico si è toccato negli anni ’70. Nel territorio della parrocchia di Rore si è infatti passati da circa mille persone (censimento del 1901) a circa 70, con una notevole percentuale di anziani. In seguito, grazie a oriundi e forestieri la cui presenza ha incoraggiato anche i giovani del luogo a restare, c’è stata un’inversione di tendenza tanto che nel 1980 è stata riaperta la scuola di Rore, che oggli ospita il Centro Ricerche sulla gestione della fauna selvatica (Ce. Ri.Ge.FA.S.) della Fondazione dell’Università di Torino – Facoltà degli Studi di Veterinaria. Si sono riprese attività tradizionali quali allevamento e artigianato edilizio, quindi sono nate nuove opportunità di lavoro nel settore del turismo e dei servizi. Così si è ricostruito, insieme a quello economico anche il tessuto sociale rafforzato dalla presenza di una radicata cultura tradizionale: in primo luogo la parlata a nosto modo (di matrice occitana e d’uso quotidiano e famigliare), oltre a un ricco patrimonio di canti, musiche e danze che, ancor oggi, rappresentano un importante elemento di identità e aggregazione.

Allo stato attuale Lu Cunvent è un efficace luogo di aggregazione culturale, sede di mostre temporanee, corsi propedeutici, incontri e sperimentazioni, ed è anche, in nuce, un centro di documentazione sulla musicologia alpina.
L’obiettivo nei prossimi due anni è di trasformarlo in un vero e proprio centro di studi sulla montagna,
riunendo le raccolte sulla musica popolare e il canto popolare, sulle feste tradizionali, sull’etnografia locale e sull’architettura alpina, con ampi sguardi alle altre discipline storiche.

L’ampliamento e il riordino dell’apparato documentario, nonché la sua apertura al pubblico, passeranno attraverso il completamento della collezione di musicologia e la classificazione (e relativa digitalizzazione) dell’eccezionale collezione fotografica, documentaria e bibliografica di Luigi Dematteis.

Inoltre saranno previsti incontri culturali collegati, stage, scambi culturali in ambito musicale a livello nazionale e internazionale (aree geografiche occitane) e corsi di musica popolare per tutti.

3.1 Collezione etnografica e mediateca

Comprende attualmente una raccolta etnografica (musiche, canti, tradizioni) costituita da pubblicazioni (circa 800) e materiali audiovisivi (circa 400 tra CD e DVD-R), oltre a un fondo, ormai storico, di filmati 8 e 16 mm., registrazioni e video su nastro magnetico, diapositive, stampe fotografiche b/n e a col. e negativi specifiche sulle feste (Baìo in particolare) che occupa quasi per intero le scaffature disponibili.

Si rende cosi necessario lo sviluppo di una mediateca con l’obiettivo di offrire un servizio che permetta ad un maggior numero di utenti di avvicinarsi con facilità alla cultura e all’informazione, rendendo disponibile e di libero accesso un’ampia e variegata offerta culturale – informativa della tradizione musicale (allegato).

Al fine di rendere più fruibile la struttura del Cunvent e in questo modo agevolare lo svolgimento dell’attività al suo interno si provvederà all’acquisto di arredi (sedie pieghevoli, palco removibile, impianto audio – video d interventi sull’impianto elettrico).
L’acquisizione, inoltre, del fondo Luigi Dematteis richiederà la disponibilità di nuovi scaffali che
andranno a completare gli arredi della sala superiore dell’edificio, adibita a sede delle collezioni.

3.2 Riordino, inventariazione e digitalizzazione

Tutto il materiale presente nella collezione etnografica e mediateca, in particolare la nuova acquisizione del fondo Luigi Dematteis, sarà oggetto di una completa inventariazione. Lavoro che sarà svolto da personale competente e con l’intervento di laboratori esterni per i necessari interventi di digitalizzazione. Sarà necessaria la disponibilità di materiali specifici per la catalogazione (Computer, hard disk, scanner, visore da tavolo e programma Access Office ecc..).

3.3 Attività di divulgazione e ricerca

Il progetto prevede la creazione di un concorso per selezionare una o due associazioni partner che si occuperanno di musica tradizionale per creare con loro dei momenti di scambio musicale e laboratori (allegato).

Più dettagliatamente si organizzeranno:
– Laboratorio di musica tradizionale della Valle Varaita
– Repertorio ragionato di canti popolari tradizionali – Pubblicazioni

3.4 Mostra fotografica 2019
Dal confronto tra l’architettura tradizionale alpina documentata da Luigi Dematteis e quella contemporanea emergono caratteri comuni, peculiarità, sensibilità, possibili declinazioni e
problematiche specifiche legate al fatto che progettare in alta quota significa sfidare con rispetto la montagna e amarla senza compromessi.
Tutte le opere che comporrano la rassegna, cercheranno il dialogo costruttivo con il paesaggio che le ospita, guardando tanto alla natura quanto alla cultura.
La mostra si baseà su circa 50 fotografie di confronto con un particolare focus di approfondimento curato da un costituendo comitato scientifico.
Parallelamente verranno proposti itinerari nei luoghi illustrati dalla mostra.
Questa verrà allestita a partire dal mese di luglio 2019 fino a quello di settembre 2019, con aperture sabato-domenica per i mesi di luglio e settembre e tutti i giorni per il mese di agosto.
I principali canali di promozione saranno quelli multimediali (sito e social) e offline (volantini, brochure ecc). Inoltre sarà prevista una rassegna stampa dell’evento.

L’obiettivo è quello di raggiungere un pubblico più vasto , oltre i confini territoriali, per fare conoscere Lu Cunvent, unico Centro di Documentazione sulla cultura alpina esistente nelle Alpi Occidentali, e le sue attività.
Oltre al continuo aggiornamento dei propri social e del sito web è prevista, grazie alla stretta collaborazione da parte delle due associazioni, Lu Cunvent e Dislivelli, un’uscita periodica sulla rivista web dislivelli.eu e i suoi canali social in base alle iniziative in corso.


Ritornando a percorrere queste valli per documentare la situazione odierna dell’abitare contadino, temevo di fallire in quello che per me rappresenta anche un importante scopo dell’indagine: far trasparire dalle immagini quel calore umano che sempre avvolge la casa abitata, senza limitarsi a proporre ruderi cadenti o edifici da anni abbandonati, che fanno sì ricerca storica, ma anche sterile e vuota accademia

(Luigi Dematteis, Case Contadine nelle Valli di Lanzo e del Canavese, 1983)

in collaborazione con Dislivelli.eu