Oggi vi portiamo… tra i Borghi più sostenibili del Piemonte

Oggi vi portiamo… tra i Borghi più sostenibili del Piemonte

18 Maggio 2018 0 Di ecoLogi

Continuiamo il nostro veloce viaggio tra i borghi più sostenibili del Piemonte, soffermandoci ad Acceglio, Bergolo Neive, nella provincia di Cuneo e Mombaldone, per la provincia di Asti e Volpedo per la provincia di Alessandria.

Acceglio

Acceglio è l’ultimo comune dell’Alta Valle Maira (provincia di Cuneo), il cui confine con la Francia è segnato da una fitta rete di sentieri che attraversano grandiosi scenari panoramici in uno degli angoli più suggestivi e frequentati dagli escursionisti delle Alpi Occidentali (Cozie meridionali). 
Patria dell’escursionismo, dell’arrampicata e del mountain bike in estate, dello scialpinismo, del fondo escursionistico e delle passeggiate con racchette da neve in inverno. 
Un paradiso ideale per gli amanti della natura e dello sport, o per chi cerca un luogo dove rilassarsi in ogni stagione.

Proprio in questo comune l’associazione Trip Montagna ha scelto di raccontare con una grande manifestazione, “Solstizio-La festa del turismo dolce sulle Alpi”, che dal 22 al 24 giugno chiamerà a raccolta tutti i suoi protagonisti: dai professionisti del turismo a basso impatto, agli operatori del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione.

Bergolo

Il nome di “Bergolo” deriva dal tardo latino “Bergolum”: luogo dell’erica, brughiera. Le prime notizie certe di Bergolo risalgono al 1091, quando il paese entra a far parte delle terre di Bonifacio del Vasto. Nel ‘500 diventa dominio dei Savoia e di questi segue le sorti fino alla fine della monarchia. Ultimo tenutario di Bergolo fu il Conte Calvi, detto appunto di Bergolo. Geograficamente, il borgo Bergolo è compreso nel comprensorio delle Langhe, a cui si collegano i nomi illustri di Pavese e Fenoglio, i tartufi e i grandi vini d’Alba. Di tale comprensorio però, Bergolo prospetta l’aspetto più arcadico e naturalistico, in virtù della sua posizione che lo colloca ai confini tra Piemonte e Liguria, sul crinale compreso tra le valli Bormida e Uzzone.

Attualmente Bergolo, che fa parte dei comuni selezionati dall’associazione “Borghi autentici d’Italia” è uni dei paesi dell’Alta Langa turisticamente più frequentati grazie alle sue manifestazioni che hanno raggiunto una risonanza internazionale. Trattasi del “Cantè Magg: feste calendariali, canti e balli internazionali della primavera” che si svolge ogni anno l’ultimo sabato di maggio e del “Raduno-festival internazionale Artisti di Strada” che si tiene sempre il secondo sabato e domenica di settembre. Mentre il Concorso d’arte “Bergolo: paese di pietra” che ogni anno, su iniziativa di Comune e Pro –Loco, porta a Bergolo nuove opere di arte contemporanea da collocare sugli austeri muri delle case di pietra. Attualmente, 15 anni dalla nascita del concorso, le opere visibili, tra mosaici, dipinti, affreschi e sculture sono oltre una trentina e danno vita ad una pregevole galleria d’arte all’aperto. 

La qualifica di “paese di pietra” è derivata però a Bergolo, dal generale recupero della tipica pietra arenaria a vista delle sue costruzioni. Tale recupero ha caratterizzato molto il paese, ma anche le varie borgate, quali la Bergamaschi e le “Case Vola”. Interessanti e stimolanti suggestioni si possono ricavare quindi un po’ ovunque a Bergolo, procedendo a piedi, in bicicletta o a cavallo per antichi sentieri. 

Neive

Paese di pietra in perfetta armonia con il territorio di Langa, la tradizione millenaria nella produzione di vino, l’oro rosso di questa regione, e una cultura ambientale che ha portato ai vertici delle classifiche sulla raccolta differenziata, quotata oggi al 39%, il Comune di Neive ha anche ricevuto la bandiera arancione del Touring, un marchio di qualità che certifica le piccole località in base a rigorosi criteri turistici e ambientali e il riconoscimento di uno dei “ Borghi più belli d’Italia”.

Neive sta a cavallo tra l’ultima Langa del Moscato e le colline del Monferrato. Nel piccolo borgo antico i palazzi color del cotto, alcuni di grazia settecentesca, con i tetti rossi, richiamano i colori delle vigne d’autunno, quando le morbide colline delle Langhe si apprestano a secernere il loro frutto più prezioso e si trova al centro della strada Romantica di Langa, il più articolato con i suoi 100 chilometri dei percorsi per scoprire questa terra affascinante.

Un territorio che custodisce tradizioni antiche, come quella della leggendaria Donna Selvatica. Un’immagine che riconciliava nella figura femminile il conflitto tra uomo e natura. Riavvicinamento al confine con la mitologia e reso poi celebre oltre ai confini delle Langhe dalle etichette disegnate dal grappaiolo di Neive Romano Levi. Ora il comune di Neive dedica alla Donna Selvatica un intero museo per raccontarne la storia. Si tratta di un’esperienza pilota che coniuga la studio antropologico, la storia l’arte e l’artigianato di questa regione delle Langhe. 

Neive ospita anche un’area protetta (ZPS – Zona di Protezione Speciale) sulle rive del fiume Tanaro, dove si sono sviluppati una serie di stagni in cui si possono ammirare i cormorani, il raro picchio rosso e le ghiandaie. L’area umida è una meta frequentata dagli appassionati di birdwatching. Il periodo migliore per osservarli è durante la nidificazione e la riproduzione, cioè da inizio marzo a fine luglio. 

A settembre, invece, è ora di vendemmia. Neive, ha poco più di tremila abitanti e circa 722 ettari a vite, di cui 253 coltivati a nebbiolo delle varietà Michet, Lampia e Rosé. Il Comune fa parte anche della DOCG del Barbaresco (che può contare solo su 500 ettari in tutto), del Barbera d’Alba, del Dolcetto di Alba e del Moscato di Asti.

Mombaldone

Mombaldone si trova nella regione più a sud della provincia di Asti, in quell’area geografica che prende il nome di Langa Astigiana e Valle Bormida. L’Abitato è costituito essenzialmente da due borghi: l’uno di carattere medievale, ancora ben conservato, dove si sviluppano gallerie, stanze e passaggi segreti, con il centro storico risale all’epoca romana, ed è stato costruito sul percorso della via Aemilia Scauri e un quartiere più recente, invece, è cresciuto intorno alla stazione ferroviaria. 
Sotto il profilo naturalistico, bisogna segnalare i calanchi, creati dall’erosione di tufi e schisti argillosi, sono strapiombi selvaggi dalla vedute mozzafiato, che esaltano il carattere montuoso del territorio e le rocche, anfiteatro naturale risultato dalla progressiva erosione operata dal fiume Bormida nel corso dei secoli: spettacolo della natura che è possibile ammirare percorrendo i numerosi sentieri punteggiati da ginestre, tracciati attraverso il territorio. Si tratta di un ambiente rimasto pressoché intatto, così come la cucina che si richiama ancora ai valori originari del territorio. 

L’enogastronomia locale è inevitabilmente legata all’impiego di funghi, tartufi, nocciole ed erbe aromatiche. Una selezione accompagnata dai diversi vini D.O.C (Barbera del Monferrato, Barbera d’Asti, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto e Moscato). Mombaldone è anche zona di produzione di formaggi a denominazione d’origine: la Robiola di Roccaverano, formaggio fresco di latte vaccino e ovocaprino, il Brus, dal gusto molto piccante. Altri formaggi della zona sono: il Primolino, il Capriccio, l’Ovrano, il San Carlo, il Vengore.

Volpedo (AL)

Ciò che rende caratteristca Volpedo  è la sua tranquilla dimensione ottocentesca di paese agricolo di una volta, ben riconoscibile nella struttura urbanistica e nelle tradizioni rurali ancora intatte. Ma ciò che gli conferisce una connotazione artistica preziosa e singolare sono le opere e le memorie del suo cittadino più illustre, il pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), che in questo paesino piemontese disteso sulla riva destra della Val Curone non solo nacque, ma decise anche di vivere e di operare, affermandosi come uno dei maggiori protagonisti del Divisionismo italiano fra Otto e Novecento. Passeggiando tra le silenziose vie e le piazze del borgo, cadenzate dai colori e dalle luci dei tempi di Pellizza e dalle riproduzioni delle tele dell’artista, si possono comprendere fino in fondo il linguaggio pittorico e le simbologie racchiuse in quadri che ritraggono scene di vita reale come La piazza di Volpedo, Panni al sole, o Lo specchio della vita.
Le tappe principali del percorso urbano sono lo Studio del pittore di via Rosano, con il suo impagabile lascito di tele, libri, oggetti e ricordi, e il Museo didattico che racconta la lunga e sofferta elaborazione, durata ben 10 anni, del capolavoro del Quarto Stato, simbolo di un nuovo coinvolgimento dell’arte nel campo dell’impegno sociale e umanitario.
Alle porte del paese ha inizio il sentiero campestre intitolato La montà di Bogino, che si addentra per cinque km nelle terre un tempo appartenute alla famiglia Pellizza, dove Giuseppe amava dipingere en plein air. Qui il gioco di corrispondenze tra le opere e i luoghi dell’anima di Pelizza s’illumina di luci nuove, trasferite dall’artista nelle sue tele con pennellate brevi e ravvicinate di colore puro.