Pistacchio verde di Bronte.

Pistacchio verde di Bronte.

17 Luglio 2018 0 Di ecoLogi

Nome: Pistacchio (Pistacia vera cv Napoletana, innestata su Pistacia terebinthus) verde di Bronte

Data di Nascita: Il pistacchio a Bronte c’è sempre stato, ma la notorietà attuale risale agli ultimi 10 anni.

Origine: Questa varietà di pistacchio cresce sui terreni accidentati di Bronte e in nessun altra parte d’Europa.

Descrizione: Il pistacchio è un albero, caducifoglie e latifoglie, può raggiungere un’altezza di circa 11-12 metri, ma generalmente si ferma a 5-6 metri. Il pistacchio è molto longevo e raggiunge un’età di 300 anni circa, ma ha un accrescimento molto lento. 

Il pistacchio fruttifica in un ciclo biennale, il che, insieme alle variazioni climatiche, causa grandi variazioni nelle rese e nei prezzi con anni di carica e anni di scarica (detti comunemente così per la quantità di produzione).

Gli alberi non si concimano, non si irrigano – anche perché di acqua non ce n’è – si trattano pochissimo e si potano un paio di volte, per eliminare i rami secchi e togliere le gemme negli anni “di scarica”. Il pistacchio, infatti, un anno produce e un anno riposa e, durante quest’ultimo, i contadini eliminano le poche gemme spuntate sui rami in modo che la pianta possa immagazzinare tutte le energie per esplodere nella stagione successiva.

Storia: La pianta di pistacchio, il cui nome deriva dal greco Pistàkion, ha una storia millenaria. Da secoli, se non da migliaia di anni, viene coltivata nel bacino del Mediterraneo e sue testimonianze sono perfino nell’Antico Testamento. Per quanto riguarda la Sicilia furono gli Arabi che, dopo aver sottratto l’isola ai bizantini, incrementarono la produzione di pistacchi. Nel territorio di Bronte l’incontro delle piante con il terreno lavico creò qualcosa di straordinario che ancora adesso possiamo gustare. Oltre 4000 ettari sono oggi coltivati a pistacchio in questo territorio: una superficie enorme che testimonia il lungo e testardo lavoro dei contadini che hanno saputo, nei secoli, strappare la terra all’aridità per creare luoghi paradisiaci e prodotti stupefacenti.

Dal 2004 un gruppo di produttori ed imprenditori agricoli ha creato il Consorzio di Tutela del Pistacchio di Bronte, con lo scopo di tutelare la tradizione e la qualità del prodotto. Un percorso che ha portato al 9 giugno 2009, quando l’Unione Europea ha riconosciuto al Pistacchio di Bronte, la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Curiosità: Attesa per due anni, la raccolta è il momento decisivo. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre il paese si svuota: nei loci (nome locale delle pistacchiete) lavorano tutti: donne, vecchi e bambini. La raccolta è complicata, si fa in bilico sui massi di lava, aggrappati ai rami con una mano, mentre con l’altra si staccano i chicchi uno a uno, per farli cadere nella sacca di tela legata al collo. In una giornata di lavoro si raccolgono al massimo 20 chili di pistacchi. Soltanto nei terreni più facili ci si può aiutare sistemando un telone sotto l’albero.